Da domani non ho più intenzione di mantenere i tuoi parenti, disse Julia con fermezza a suo marito. Nella sua voce non c’erano isteria né esitazioni, ma solo la stanchezza fredda di una persona che ha sopportato troppo a lungo ed è finalmente arrivata al limite.

 

— Non torna, Marin, proprio non torna, — Julia fissava la grande tabella, dove ogni riga era piena di cifre con cinque zeri. — Per due anni ho annotato tutto, ogni bonifico. Pensavo di esagerare, di essere troppo severa. E invece… due milioni. Riesci a immaginarlo?

 

— Aspetta, — Marina avvicinò il portatile. — È tutto per loro?

 

— Sì. E questi sono solo i trasferimenti ufficiali. Poi ci sono stati anche “passiamo da mamma, si è rotto il frigorifero”, “servono soldi per i campi dei figli di Tania”… Quelle spese non le ho nemmeno incluse.

 

Marina fischiò piano:

— E adesso?

*

— Non lo so. Andre è al lavoro, stasera ci sarà una conversazione seria. Ho raccolto tutto — scontrini, appunti, estratti conto. Ti ricordi l’anno scorso, quando volevo ampliare il negozio, aprire una seconda sala? Comprare nuove attrezzature? “Non ci sono soldi”, ha detto mio marito. E una settimana dopo i suoi genitori hanno chiamato: “Il tetto perde, aiutateci”. E subito sono saltati fuori cinquecentomila.

 

Marina scosse la testa:

— Succede spesso?

 

— Ogni mese c’è qualcosa. A volte le tubature, a volte l’impianto elettrico, a volte aiuti per Tania. E ieri ho scoperto…

 

Un messaggio sul telefono interruppe la conversazione. Julia guardò lo schermo e sorrise amaramente:

— Guarda qui. Mia suocera scrive: “Cara Julia, abbiamo problemi con il riscaldamento, potete aiutarci?”

 

— E quanto chiedono?

 

— Trecentomila. Ma ieri ho parlato con la loro vicina, Valentina Rossi. Il riscaldamento l’hanno cambiato a ottobre. Con i nostri soldi.

 

— Aspetta, — Marina si accigliò. — Allora perché?..

 

— Perché stanno comprando una macchina al fratello minore, Paul. Io e Andre lavoriamo giorno e notte, e loro mettono da parte i soldi per il regalo a un uomo di trent’anni che ha appena preso il diploma.

 

In quel momento la porta sbatté: Andre era rientrato. Marina si affrettò ad alzarsi:

— Vado. Tieniti forte.

 

*

Andre rimase a lungo a fissare lo schermo del portatile, poi lo chiuse lentamente e si appoggiò allo schienale della sedia. In cucina calò un silenzio pesante — non quello delle cose non dette, ma quello che arriva dopo aver detto fin troppo.

 

— Quindi… — disse infine, con la voce spenta. — Lo sapevi da tutto questo tempo e sei rimasta in silenzio?

 

— Speravo che te ne accorgessi da solo, — rispose Julia con calma. — Che un giorno dicessi: “Basta”. Ma ogni volta non sceglievi noi.

 

— Non ho scelto, — alzò la testa di scatto. — È solo che… non volevo conflitti.

 

— Con chi? — Julia sorrise senza gioia. — Con i tuoi genitori? Con tua sorella? O con me era più facile — io resisto?

 

Andre si alzò e andò verso la finestra. Fuori il cielo si faceva sempre più grigio, iniziava a cadere una pioggia sottile.

 

— Non capisci, — mormorò. — Nella mia famiglia è sempre stato così. Chi può, aiuta. Senza domande.

 

— Capisco, — Julia si avvicinò, ma si fermò a distanza. — Non capisco perché dovessimo essere sempre noi. E perché a costo dei nostri progetti.

 

Andre si voltò bruscamente:

— Pensi che per me sia facile sentire tutto questo?

 

— Allora perché difendi loro e non noi? — per la prima volta la sua voce tremò.

 

Il telefono vibrò di nuovo.

— Non rispondere, — disse Julia piano. — Almeno questa volta.

 

Andre rifiutò la chiamata e posò il telefono a faccia in giù.

 

— Va bene, — disse lentamente. — Cosa vuoi fare adesso?

 

— Trasparenza, — rispose lei. — Nemmeno un trasferimento senza una decisione comune. Investimenti in ciò che stiamo costruendo noi. E se la tua famiglia ha davvero bisogno di aiuto — in modo onesto e nei limiti delle nostre possibilità.

 

— E se si offendono?

 

— Non si offendono, — disse Julia stanca. — Sono abituati.

*

Andre si lasciò cadere sulla sedia.

— Domani andrò da loro. Dirò che non ci saranno più soldi.

 

Julia lo osservava attentamente.

 

— E se non accettano?

 

— Allora scelgo te. E noi.

 

Le parole furono calme, ma pesanti.

 

— Va bene, — disse lei. — Inizio da domani. Ma non ci sarà una seconda possibilità.

 

Fuori la pioggia aumentava, e in cucina, per la prima volta dopo tanto tempo, si sentì che qualcosa era finito. E che forse qualcosa di nuovo stava iniziando.